Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
IX
Chi lascia lusingarsi da donne rinuova le tragedie di Oloferne decapitato da Giuditta.

   Stanca le mani industriosa Clori,
balia de’ vermi in tenerezze amanti,
e fa che, nel vagir orfani erranti,
godano in culla di molli erbe e fiori.
   Sparge in latte vital l’esche de’ mori
recise in pezzi; e poi si strugge in pianti
se fosco il ciel contra gli alunni infanti
introna l’aria e fulmina terrori.
   Ah, di avara pietà perfida brama:
con benefici traffica rapine,
vezzeggia chi più rende, odia chi l’ama;
   nutrisce i vermi e poi gli spoglia al fine.
Misero chi di donne il senso affama:
mastica frondi e vomita ruine.




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