Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
VIII
Quanto trama la finzione è orditura di supplicii.

   Arguto vermicel fra l’esche erbose
pensa tessersi un vel d’ombra sicura;
più reti ordisce, e simulando oscura
con nobil lustro le vilezze ascose.
   Così passa prigion l’ore noiose,
e i labirinti suoi filando indura.
Pria che s’impenni un Icaro a l’arsura,
cade naufraga preda in fiamme ondose.
   O voi che, fabri d’arbitrarie mode,
a colorir le finzioni ordite
trame d’infamia in porpore di lode,
   breve è la sorte dell’Inganno, udite:
quante fila d’astuzie usa la Frode,
vi saran lacci a strangolar le vite.




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