Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
V
Metamorfosi di natura.

   Quai di natura inusitati incanti
fan d’un verme villan tessalo mago,
che, a lente linee circolando vago,
tesse col labro orientali ammanti?
   I serici tesor sono i suoi vanti,
onde di Frigia insuperbisce l’ago.
Vive in sé chiuso, e del morir presago,
spezza la tomba e vola infra i volanti.
   Metamorfosi bella! Io godo e miro;
né più del fango uman vili i natali
con palpebre d’orror piango e sospiro.
   Non vi temo, o degli astri ire fatali.
Ecco brilla ne l’or chi nacque un Iro,
chi serpeggiò bambin, morendo ha l’ali.

4: si aggiunge il punto interrogativo a fine v.





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