Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
IV
Si assonna per poco tempo, e muta le prime spoglie.

   Breve sonno, meccanico ristoro
al baco industrioso i sensi toglie;
e nel vegeto sen d’apriche foglie
hanno i vermini ancor gli estasi loro.
   Siede sognando, e medita il lavoro,
quasi de l’arti sue fabro s’invoglie;
poscia, a vestirsi in più lucide spoglie,
apre languidi lumi a veglie d’oro.
   L’ozio stesso è virtù. Così natura
a’ miracoli suoi forma la culla:
ché interrotto operar manca, e non dura.
   Solo chi suda in vano, e si trastulla
di adulati capricci a l’ombra impura,
con più reti di ragno abbraccia un nulla.




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