Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
I
Moralità tratte dalla considerazione del verme setaiuolo. Proemio.

   Tromba non ho sì ambiziosa in mano
che svegli Erato in Pindo al suon de l’armi;
delitto trionfal, non gloria parmi
lodar naufrago un mondo in sangue umano.
   Non m’infiamma i fantasmi estro sì insano
che d’idalie menzogne osi imbrattarmi.
Saggia moralità mi detta i carmi,
aquila al vero e non farfalla al vano.
   Con inchiostri febei a l’ore inferme
d’ozio senil imbalsamo gl’istanti,
destando uranii spirti al plettro inerme.
   Già vicino al morir vo’ che a’ miei canti
fili le prime corde industre un verme,
che da la tomba sua trae i suoi vanti.




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