Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giuseppe Artale [1628 - 1679]

Da “Enciclopedia poetica” [1664]
I
L’autore a chi legge.

   S’io non scioglio la lingua in quelle voci
che sposarsi col suon sanno ai concenti,
stupor non fia, ché in marziali eventi
da le trombe imparai fremiti atroci.
   Sì, le mie lire fûr l’ire feroci
e i miei stromenti i bellici stormenti;
dove non caducei, ma, in tuoni ardenti,
presi de’ brandi ad impugnar le croci.
   Quinci carmi io non so, perché mi fûro,
di Pindo in vece, aspre campagne offerte,
e fu mio Febo insanguinato Arturo.
   Né cantar qui poss’io, ché in guerre incerte
accoppiar non potei sott’astro oscuro
le belle chiuse e le ferite aperte!




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