Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giuseppe Battista [1610 - 1675]

Da “Poesie meliche” parti I - III [1659]
XLVIII
[La speranza. A richiesta del duca di Seiano.]

   Fra le nevi d’un seno
le sue fiamme nudrisca acceso amante;
qui gioir, ch’è baleno,
sia dell’anima sua cibo volante,
e da labro mordace
ei beva un rio di nettare fugace.
   Dalla speranza sola
alimento riceve il viver mio;
nell’amorosa scola
tal m’insegna dottrina alato dio;
la speme sia mercede
a me, ch’ho puro cor, ch’ho bianca fede.
   Altri goda il suo bene,
ché solo di goderlo un tempo io spero;
siagli cagion di pene
lungo sperar, ch’a me diletto è vero;
vastissimo gigante
fa latte di speranza Amore infante.
   Se ’l timor del morire
rende più che ’l morir la morte amara,
la speme del fruire
più che ’l fruire stesso a me sia cara;
speme sol di conforto
nell’amoroso Egeo m’additi il porto.
   Riveli invido il Sole
Marte e Ciprigna entro alla rete altrove;
la bellissima Iole
non invidio ad Alcide, Europa e Giove;
s’io sono amante amato,
nella speranza mia vivo beato.
   Se la sete ammorzata
ha la bocca sitibonda, il fonte oblia;
se la piaga è saldata,
medica man si sdegna; e s’amò pria,
desiderio compito
rende bellezza vile, amor schernito.




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