Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giuseppe Battista [1610 - 1675]

Da “Poesie meliche” parti I - III [1659]
XVI
[Medea.]

   Io diveller mi vanto, io crollar posso,
di lingua acherontea con sacri accenti,
a Pelia gli orni ed a Pirene il dosso,
i vanni ai grifi ed ai pitoni i denti.
   Le nubi ho accolto e le procelle ho mosso,
schiodato gli astri, imprigionato i venti,
alle pallide tombe il grembo ho scosso,
e tratto al nostro mondo ho l’ombre algenti.
   Chiamai quaggiù fin dagli eterei calli
la sorella di Febo, argentea luna,
né le giovâro i temesei metalli.
   Di caligini al Sol cinsi la cuna,
e dal volo frenai gli aurei cavalli;
ma con amore io non ho forza alcuna.




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