Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giuseppe Battista [1610 - 1675]

Da “Poesie meliche” parti II - IV [1665]
XXXI
La primavera m’attrista perché cagiona i miei malori.

   Or ch’han le cose esordio, ascolto i venti
alitar per lo cielo anima molle;
e, sciolti in rio canoro i ghiacci algenti,
ride popolo d’erbe in su le zolle.
   Da’ rostri suoi l’eroe pennuto estolle,
a cibarne l’orecchio, inni languenti;
e dove tiepidezza aspetta il colle,
Venere a provocar vanno gli armenti.
   Sul mattutino albor fugge dal tetto,
e con rombi festanti è l’ape or desto
a depredare il sempre verde Imetto.
   Non temono i Leandri il mar di Sesto,
che lor promette amenità d’aspetto...
Il mondo tutto è lieto, ed io son mesto.




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