Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giuseppe Battista [1610 - 1675]

Da “Poesie meliche” parti II - IV [1665]
XVII
Amante che rimprovera il silenzio alla sua donna.

   Cosa muta quaggiù non è concessa;
e, se senso non ha, voce possiede.
Orba di lingua è l’elce, e se la fiede
austro mormorator, mormora anch’essa.
   S’ad un antro forato il suono appressa,
mozzo in fioche reliquie il suono riede;
vien per le cave foci, a chi lor chiede,
moltiplicata ogni parola impressa.
   Scoglio, ch’ha rotto il fianco e ’l piè tenace
nella mobilità dell’onde amare,
i muggiti dell’onde anch’ei non tace.
   Sola Nice fra noi mutola appare,
e vuol che più di lei sembri loquace
elce in aria, antro in terra e scoglio in mare.




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