Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ciro di Pers [1599 - 1663]

Da “Poesie” [1669]
XXXII
Il cacciatore d’archibugio.

   Solo e notturno uccellator tonante
chiama l’usato can, la fune accende;
cinto di grave cuoio il piede errante,
laberinti palustri e cerca e fende.
   Immoto al fin su riva ascoso attende
tra soffi d’aquilon lo stuol volante,
ch’a la valle s’invola e al mar si rende,
mentr’a l’aurora il dì bacia le piante.
   Vibra Giove a le fere unico un telo,
ma questi a lo scoppiar d’un colpo solo
mille alati cader fa al flutto, al gelo.
   Che più? s’ei può, stringendo un dito solo,
trar fulmini da l’acque, augei dal cielo,
far il piombo volar, piombar il volo!




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