Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ciro di Pers [1599 - 1663]

Da “Poesie” [1689]
XVIII
Terremoto.

   Con moto spaventoso, ecco, tremanti
scuotonsi i muri in nove guise e strane.
Vento non è che da rinchiuse tane
tenti fuggire, i duri ceppi infranti;
   ma la terra vacilla, a cui pesanti
son troppo omai le gravi colpe umane;
e noi, dormendo, pur con l’ombre vane
stiamo a scherzar de’ lievi sogni erranti.
   Ah, che ’l pietoso Dio, già che non puote
svegliarci il suon del Ciel, l’umana mente,
perché più non dormiamo, ecco ci scuote.
   E pur v’è chi le scosse anco non sente?
L’alme, che stanno a tanto moto immote,
addormentate elle non son, ma spente.




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