Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ciro di Pers [1599 - 1663]

Poesie [1677]
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Al signor Mattia Zorzi, senator veneto.

   Bella č Virtů che ’n solitaria parte
vive a se stessa e di se stessa č paga,
ch’or de l’Olimpo in sui gran cerchi vaga
tracciando i fati, or volge antiche carte.
   Congiunge in un l’etadi, e ’n spazio breve
vive secoli eterni; adito impetra
nel concilio de’ numi, e sovra l’etra
a la mensa di Giove ambrosia beve.
   Tutta del mondo la superba mole
č suo proprio palagio, a lei nel cielo
spiega la notte il ricamato velo,
ed č ricchezza sua l’oro del sole.
   Fan spettacolo a lei le nubi e i venti
ne la scena de l’aria; allor che tuona,
d’alti secreti il ciel seco ragiona;
de le sfere ella sola ode i concenti.
   Ma men bella non č Virtů che legge
pone agl’affetti e giova altrui con l’opra,
ed or la mano ed or la lingua adopra,
mentre pugna, consiglia, ordina e regge.
   E ne’ prosperi casi e negli avversi
sempre č siměle a se medesma, sempre,
munita il cor d’adamantine tempre,
tiene al publico ben gli occhi conversi.
   Cinta d’armi si scorge il petto audace
oppor sovente a barbara falange,
mentre a l’ostil furor l’impeto frange,
e compra co ’l suo sangue altrui la pace.
   Cinta d’ostro si vede anco sovente
pene e premi partir, leggi et editti
formar, premer superbi, erger afflitti,
de la cittŕ, del regno anima e mente.
   Mattia, mi volgo a te: di’ tu di queste
qual sia miglior, ch’ambo le accogli in seno,
tu che operando sei nume terreno,
ed or sei, contemplando, uomo celeste.

1, 17: virtů > Virtů. 13: spetaccolo > spettacolo. 14: alor > allor. 15: d’altri > d’alti. 25: patto > petto. 30: patir > partir. 33: questo > queste.





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