Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ciro di Pers [1599 - 1663]

Poesie [1677]
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Ad un cavaliere innamorato d’una mora, che andava a prender fuoco nella sua casa.

   Elpin, s’egli è pur vero
ch’un’arsura novella
senti al cor d’etiopica facella,
ch’amando un volto nero,
per far l’essequie a’ tuoi passati amori
vesti gli affetti tuoi d’atri colori,
   tu nel corso amoroso
sei forse stanco omai,
onde la notte desiando vai,
che madre è del riposo;
o pur vuol dir quella bellezza nera
che ’l tuo giorno d’amor giunge a la sera.
   Forse vuoi tra l’orrore
di quell’ombra gentile
vergognando occultar l’ardor senile;
o pur l’iniquo Amore,
mentre t’impiaga il sen, l’alma ti fura,
tende l’insidie in una notte oscura.
   Forse del crin l’argento
su l’indice animato
vuoi tu provar del nero volto amato;
o, con nuovo argomento,
entro a quel fosco colorir t’affanni
l’importuno candor ch’accusa gl’anni.
   Tu sei cenere al pelo,
ell’è carbone al volto,
fra cenere e carbon sta il foco accolto.
Suol fulminar il cielo
quand’è più fosco, e vibra a’ danni tuoi
da fosca nube Amor gl’incendi suoi.
   Mentre la bella oscura
sen viene a la tua porta,
e fuoco chiede insieme e fuoco porta,
allora Amor ti giura
che quei ch’ella ha nel sen carboni spenti,
degli accesi, che vuol, son più cocenti.
   Allora in guisa tale
a lusingarla prendi:
— Tu per fuoco, crudel, fuoco mi rendi;
cangiamo, e fia men male,
poi ch’abbiamo a cangiar fuoco tra noi:
quel del mio sen con quel degl’occhi tuoi.
   Par che tu non conosca
qual sia pur degno ardore,
o in focolar Vulcano o in petto Amore.
Deh, mia Venere fosca,
che pur Venere sei, con qual consiglio
cerchi il marito e non apprezzi il figlio? —
   Elpin, s’Amor ti doni,
com’il tuo merto il chiede,
che trovi in nero sen candida fede,
prego che mi perdoni
se, di Parnaso mal esperto arciero,
non ho drizzato ben gli strali al nero.

6: d’altri > d’atri; così come ha l’ed. del 1666. 10: si rimuove il punto interrogativo a fine v. 11: vera > nera; così come ha l’ed. del 1666. 15: si rimuove il punto interrogativo a fine v. 16: d’iniquo > l’iniquo; amore > Amore; così come ha l’ed. del 1666.





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