Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ciro di Pers [1599 - 1663]

Poesie [1677]
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Al signor Giulio signor di Sbroiavacca, per l’accidente d’un fulmine.

   È da un fulmine tocca e non offesa
la nobil donna che ’l tuo cor ritiene,
perché opponesti, o Iola, in sua difesa
i lauri che ti diêr l’alme Camene.
   Così sublime il merto tuo l’ha resa,
che bersaglio de’ fulmini diviene;
ma che diva beltà, dal ciel discesa,
abbia oltraggi dal ciel, ah, non conviene.
   Mentre a’ piè di Milena estinto vede
il fulmine innocente, in guisa tale
ragiona Amor verso l’eterea sede:
   «Cedimi, o Giove; il braccio tuo non vale
contr’a chi vinta al mio mio ferir si diede;
più del fulmine tuo puote il mio strale».




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