Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ciro di Pers [1599 - 1663]

Poesie [1677]
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Per la medesima.

   Quelle bellezze che sembrâr divine
un tempo, o Lidia, agl’idolatri amanti
come sparîro? E tanti raggi e tanti
fiori come diêr loco ad ombre, a spine?
   La gelata stagion sparso ha di brine
l’orto amoroso ch’irrigai co’ pianti;
spegne Amor la facella, e sol rimanti
del foco suo la cenere su ’l crine.
   Non più de’ miei sospir l’incendio avrai,
profanato dal tempo è ’l tempio ov’io
de la bellezza l’idolo adorai.
   Muta sarà per te l’arte di Clio,
e del tuo morto bel solo m’udrai
l’essequie celebar co ’l canto mio.

4: fiati > fiori; così la lezione dell’ed. 1666. 7: amor > Amor. 10: e ’l tempio > è ’l tempio.





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