Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Girolamo Fontanella [1612ca - 1643/4]

Da “Ode” [1638]
XXXII
Alla luna.

   Candidissima stella
che ’l silenzio tranquillo apri nel mondo,
e pacifica e bella
rendi il fosco de l’ombre almo e giocondo,
e de l’umido sonno umida sposa,
abbracciando la notte, esci pomposa;
   tu con provida cura
spargi d’alta virtù gravidi effetti;
tu ne la notte oscura,
sagittaria del ciel, l’ombre saetti,
e, menando là su danze e carole,
scorri i lucidi campi, emula al sole.
   Tu con freno d’argento
reggi, in campo d’orror, carro di stelle;
tu con vago concento
mille guidi nel ciel musiche ancelle,
e, reina de’ boschi in bianca vesta,
coronata di corna ergi la testa.
   Piovi, balia feconda,
su le bocche dei fior manne stillanti,
e soave e gioconda
versi in largo tesor mille diamanti,
e squarciando le nubi intorno intorno,
rendi chiara la notte, emula al giorno.
   Apri e chiudi i canali
de le fonti del ciel puri e giocondi,
e con acque vitali
la crescente virtù nei corpi infondi,
e cortese a le piante, amica ai fiori,
spargi in grembo a la terra ampi tesori.
   Variabile ognora,
fai, mutando color, diverso effetto:
ora pallido ed ora
rosseggiante nel ciel mostri l’aspetto,
e con vario apparir varia figuri
del futuro avvenir segni sicuri;
   or superbo e ripieno
di fecondo licor gonfi il sembiante,
e di Teti nel seno
movi al moto che fai l’onda incostante;
or cornuta hai la fronte, e scema i rai;
come parti nel ciel non torni mai;
   or con languido lume
fra le nubi sepolta umida manchi,
or con candide piume
le selve inalbi e le campagne imbianchi;
e risorta fenice, alma ed adorna,
rinovando la luce ergi le corna.




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