Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Biagio Cusano [? - XVII sec.]

Da “L’armonia” [1636]
VI
[All’amante che si è raso. Scritto ad istanza di una cortigiana.]

   Quella selva di peli orrida e scura,
dove occulto leon par che si renda
Amor, tronca già cade, oh mia ventura!
e l’ingiurie del tempo il ferro ammenda.
   Ferro, per me felice oltre misura,
di lanoso Silen squarcia la benda,
onde nova beltà celeste e pura,
qual sol, rotte le nubi, avvien che splenda.
   Così lasci a ragion barba infelice,
Febo novel, ché per fatal tenore
al bel Febo nutrir barba non lice.
   Ti radi il volto ed a me rodi il core;
tu di bellezza, io son d’amor fenice;
tu rinovi la luce ed io l’ardore.




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