Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime nuove” [1632]
XXIII
Al signor cavaliere don Fulvio Testi.

Non lungi da que’ lidi,
Fulvio, ov’ebb’io le fasce,
animaletto nasce
che, s’altrui punge e morde,
non si spera a la piaga altro soccorso
che un dolce suon di corde.
Amor m’ha punto e morso,
divino animaletto:
se ’l dolce suon diletto
di tua lira ingegnosa or non m’aita,
non avrà pace mai l’aspra ferita.
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