Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime nuove” [1632]
XXII
Non può avere dalla sua donna altro che baci.

Prodiga a me di baci
è la mia donna, e del più dolce avara.
Impara, inferno, impara
dal mio cor novi strazi e nove pene.
Sì, sì, ch’or mi sovviene
che Tantalo assetato,
Tantalo sfortunato,
con frode eguale egual martìr riceve:
bacia l’onde co’ labri, e non le beve.
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