Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
XXI
[La verdea di Firenze.]

   Ai labri miei, quando più gela il verno,
l’alma città, cui dànno il nome i fiori,
offre un sacro licor, che tra i licori
serba vanto superbo e pregio eterno.
   Nei suoi color le liquid’ambre scerno,
cedono agli odor suoi gli arabi odori,
sembran tasso ed assenzio ai suoi sapori
chiarello, albano, asprin, greco o falerno.
   Ben questa esser dovea l’ambrosia eletta
che ’l cor di Giove e degli dèi pascea,
poi ch’ella tanto inebriando alletta;
   o questa del piacer la «vera idea»,
d’Arno o la «vera dea», che poi fu detta
di «ver’idea», di «vera dea», «verdea».




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