Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
XIX
[I sepolcri del Sannazaro e di Virgilio.]

   Non perché le tue falde il bel Tirreno
baci con labra di spumosi argenti,
non perché voli ognor ne’ Siri ardenti
freschissim’aura a vezzeggiarti in seno,
   non perché sempre il tuo bel colle ameno
smaltin foglie odorate, erbe ridenti:
ne le future età, ne le presenti,
n’andrai, ne vai di pregi ricca a pieno;
   ma perché ’l cener sacro il gran Sincero,
mergellina gentile, in te nasconde,
l’ossa in te chiude il mantuano Omero.
   Anzi l’inde, oso dir, le maure sponde
onor non han di quell’onor più altero,
di cui son due brev’urne a te feconde.




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