Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
XVIII
[A Mario Albricci Farnese, per le conclusioni da lui sostenute.]

   In pacifico agon Mario contende
con chi provar ne le dott’armi il vuole;
da mille colpi arguti ei si difende
con iscudo fatal d’alte parole.
   Da lui nov’arti e novi schermi apprende
il fior de’ fior de le più sagge scole;
discepola già fatta, intenta pende
dal discepolo suo l’Ignazia prole.
   Stupisce il cerchio universal latino,
ch’ei mostri ingegno intrepido e costante,
in sì tenera età sì pellegrino.
   Formar poi s’ode un suon per l’aria errante:
— Senno star non dovea se non divino
sotto divino angelico sembiante.




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