Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
XIV
[Ad Isabella Chiesa, che rappresentava sul teatro una regina.]

   Questi, o bella istriona, onde tu cingi
fianco e crin, regi ammanti, aurati serti,
mostrano ai guardi alteri, agli atti esperti,
ch’esser devresti tal qual ti dipingi.
   Stringer con quella mano, onde tu stringi
un finto scettro, un vero scettro merti;
t’ammirano i teatri, e stanno incerti
se vanti i veri regni o se li fingi.
   Sii pur finta reina: or se le vere
cangiasser col tuo stato i regi onori,
quanto gir ne porian ricche ed altere!
   Ch’è gloria assai maggior d’alme e di cori
reggere il fren, che in testa e ’n braccio avere
cerchio e verga real di gemme e d’ori.




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