Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
XIII
[La legatrice di libri.]

   Costei, ch’altero esempio è di beltate,
o con che leggiadria, con che bell’arte
troncar le fila, adeguar sa le carte
ch’io con logiche penne avea vergate!
   Poscia, di greve acciar le mani armate,
le batte e le ribatte a parte a parte,
e tra pelli sottil, tratta in disparte,
le rende in mille modi incatenate.
   Lasso, e questa è d’amor frode novella,
inganno, oimè, che in atto umile e pio
scopre il fero tenor de la mia stella.
   Tronca il filo, ed è il fil del viver mio;
martella i fogli, ed il mio cor martella;
legagli, e son tra lor legato anch’io.




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