Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
XI
[La lode degli alberi, dei venti e delle acque.]

   Ramillo, Eurino e Idrino

Ram. Compagni cari, or che siam qui soletti,
e venti ed acque e piante abbiam presenti,
cantiam su, lodiam su, con tre versetti,
io le piante, Idrin l’acque, Eurino i venti.
Canti Eurin, segua Idrin. — Eu. — Idr. Sì, siam contenti.
Eu. Sospir voi siete onde gli antichi affetti
scopre a la terra il ciel, voi siete accenti
d’innamorato cor, venti diletti.
Idr. Lagrime di natura, acque, voi siete,
ch’ad Amor, di cui visse eterna amante,
a palesare il bel desio correte.
Ram. Siete figlie del sol, tenere piante;
le fasce da l’april, da l’alba avete
il latte, e i vezzi da l’auretta errante.





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