Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
IV
[Inviando «L’Adone».]

   Queste carte che Pindo ammira e cole,
e ch’io supplice umile a te presento,
quant’hanno in sé d’amore e di lamento
tutte menzogne son, tutte son fole.
   Sol verace è l’amor, vago mio sole,
sol verace è ’l mart́r ch’io nel cor sento;
là pinto è ’l duolo, e qui vivo ’l tormento;
qui trabbocano affetti e là parole.
   Leggi pur, leggi, e la mia vita amara
d’amara morte apprendi; e ad esser pia
da la pietà di bella diva impara.
   Leggi, e se ’l tutto è finto, a te pur sia
scorta il finto del ver, e f́ati chiara
ne le favole altrui l’istoria mia.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it