Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Gianfrancesco Maia Materdona [1590 - ?]

Da “Rime” [1632]
III
[La promessa.]

   — Verrò — mi disse, e mi prefisse a punto
il dì terzo d’april la donna mia.
D’indi in qua par ch’a me sia stato e sia
anno il dì, mese l’ora e giorno il punto.
   Spero e temo, ardo e gelo; e a tal son giunto,
che mia vita è delirio e frenesia.
Meglio il non aspettarla a me saria,
sete ingorda d’amor sì m’ha consunto.
   Crudo aspettar, cagion d’acerbe pene
mi sarai tu, cagion d’estrema noia,
venga e non venga il sospirato bene.
   Poiché verrà che o per gran doglia i’ moia,
se non vien la mia donna, o se pur viene,
che s’anneghi il mio core in mar di gioia.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it