Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giovan Battista Marino [1569 - 1625]

Rime - Parte prima [1604]
Boscherecce
28
All’Aura, che mentre la sua ninfa dormiva in un prato l’alzò la falda.

   Mirar tra’ vostri pianti, occhi, sapeste,
mentre tutta soletta Elpinia mia
tra’ fiori emuli al volto oggi dormia,
il tesor che v’asconde invida veste.
   Ma se mai sempre in quelle piagge e ’n queste
puro il ciel, molle l’ombra, Aura, ti sia,
e ’n te la soavissima armonia
sciolga a tutt’ore il bel cantar celeste,
   Aura gentil quanto cortese, audace,
altri deh le tue frodi e le mie prede
non sappia; ah, non ridirle, Aura loquace.
   Ahi lieve, ahi folle è chi ’n tua fede ha fede;
già ne mormori e parli, Aura fallace:
misero è ben colui ch’ai venti crede.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it