Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giovan Battista Marino [1569 - 1625]

Rime - Parte prima [1604]
Amorose
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L’occasione di questo sonetto fu che andando un giorno a diporto in carrozza per lo molo di Napoli le tre illustrissime e bellissime signore prencessa di Castelvetrano, duchessa di Bovino e marchesana di Cerchiaro, avenne che i cavalli, adombrando e correndo strabocchevolmente verso il mare, le misero in gran pericolo.

   Il fren regger del carro aureo paterno
tentò d’Apollo il temerario figlio,
ma con sua morte e con altrui periglio
il ciel segnò di precipizio eterno.
   Or qual, prendendo Amor, Natura a scherno,
sciocco auriga mortal, folle consiglio
ti fa, debil la mano, infermo il ciglio,
di tre soli e più chiari aver governo?
   Dritto egli è ben se cadi e se sfavilla
l’un e l’altro destrier, ch’oltra ’l costume
ver’ la vicina fugge onda tranquilla.
   Ma fôra il mar (non che qual dianzi un fiume)
urna breve a capir, picciola stilla
a spegner tanto incendio e tanto lume.




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