Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giovan Battista Marino [1569 - 1625]

Rime - Parte prima [1604]
Amorose
36
Ad una bellissima cantatrice, tanto questo, quanto il precedente.

   Ben di lassù da la più bella schiera
se’ tu fra noi de’ chiari spirti ardenti
scesa, angeletta, i cui beati accenti
quaggiù mostran del ciel la gloria vera.
   Deh qual volgesti tu sovrana spera,
che men dolci non mova i suoi concenti
qualor l’aure lusinghi, affreni i venti,
e puoi qual alma innamorar più fera?
   Or apra a l’armonia soave e vaga
il varco Amor, che fra dolcezza e pena
per gli occhi offende e per l’orecchie appaga.
   Sì direm poi: — Questa celeste maga,
questa del nostro mar nova sirena
sana col canto, se col guardo impiaga.

4: quagiù > quaggiù; soltanto in ‘Amorose’, e nei sonetti 36, 50 e 71, appare la forma ‘quagiù’; altrove è sempre ‘quaggiù’. Pertanto, si è preferito normalizzare a quest’ultima forma, la più frequente.





5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it