Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giovan Battista Manso [1561 - 1645]

Da “Poesie nomiche” [1640]
V
[Gelosia ostinata.]

   Vattene, infernal mostro; altrove vibra
tue serpi, ch’ebbre del mio sangue pasci.
Ecco che corre già per ogni fibra
freddo venen, né d’infestarmi lasci.
   L’amaro tuo maggior (se ’l ver si libra)
è del dolce d’amor, da cui tu nasci;
soavemente i lievi spirti ei cribra,
e tu d’acerbo duol mi cingi e fasci.
   Ché non fuggi, crudel, pria che più cresca
quel rio timor che turba il mio diletto,
che troppo agli angui tuoi fu nobil ésca?
   Ma, lasso, il gelo tuo più sento al petto,
quanto più le sue fiamme amor rinfresca.
Oh congiunto al piacer mortale effetto!




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