Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Scipione Caetano [? - XVII sec.]

Da “Rime” [1612]
VI
[Alla lucciola.]

   Pargoletto animal cui diè natura
luce, ch’a pena fra l’orror traluce,
ogni stella del ciel ch’a noi riluce
agli occhi miei sembra di te men pura.
   Tu nel più oscuro de la notte oscura,
che segno alcun non apparia di luce,
fida stella mi fosti e scorta e duce
a quelle amate e desiate mura.
   Se potess’io quel che poter vorrei,
sarian men vaghe, che non son, le stelle,
e tu più vaga assai di quel che sei;
   tu sol in ciel stella saresti, e quelle,
che propizio non fûro ai voti miei,
sarian di te men lucide e men belle.




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