Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Scipione Caetano [? - XVII sec.]

Da “Rime” [1612]
IV
[La vecchia ambasciatrice.]

   Alor che immerso in tenebrosi errori
aspetto un sol via più del sole adorno,
veggio apparir la vecchia nunzia e intorno
seccarsi i prati e raddoppiar gli orrori.
   Ma poi che cinta di più bei splendori
fa la luce ch’io bramo a me ritorno,
porge luce a quest’alma e luce al giorno
e raddoppia a la terra erbette e fiori.
   Quella fra noi, quasi novella Aletto,
ciò che mira avelena; e questa indora
tutto ciò ch’è de’ suoi begli occhi oggetto.
   Quella spoglia il terren, questa l’infiora;
com’essere può che sia guidato e retto
così bel sol da così brutta aurora?




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