Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Le sirene” [1676]
II
[La chioma nera.]

   Tenebroso Meandro, entro il cui giro
naufragato m’avvolgo in dolci errori;
ombra ch’oscuri l’ombra e vinci gli ori,
mentre le tue caligini rimiro;
   scorni agl’inchiostri tuoi gli ostri di Tiro,
onde sui petti altrui descrivi ardori,
e, dagli ebeni tuoi vinti gli avori,
la tua leggiadra oscurità sospiro.
   Notte filata, alle tue chiare luci,
che sul ciel d’una fronte hanno il chiarore,
nel bel regno d’Amor l’alme conduci.
   Ma se notte rassembri al vago orrore,
meraviglia non è s’amor produci,
poiché sol dalla notte è nato Amore.




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