Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
LXXVII
Per un palagio portatile a modo di cielo, mandato in dono dal soldano di Babilonia all’imperador Federigo.

   Sdegnata alfin che su l’etereo velo
non poté la sua fronte erger Babelle,
fabbrica sfere, et a schernir le stelle
licenzia fuor dalle sue porte un cielo.
   Gli Atlanti babilonici qui svelo
premere orrori e calpestar procelle,
mentre quivi comparte ore più belle
e la diva di Cinto e ’l dio di Delo.
   Il vagante spettacolo giocondo
reca del Tebro al gran regnante il seggio,
d’un portatile ciel Giove secondo.
   Ite, umane grandezze. Or qual più chieggio
ferma gioia goder giammai nel mondo
se i cieli ancor qui passaggieri io veggio?




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