Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
LXXIV
Per l’instabilità dell’umane grandezze. Al signor don Nicolò de’ Federichi.

   Col fiato sol d’un nitridor destriero
vola Dario a calcar trono gemmante;
et un rivo in libar, col rivo errante
sen fugge di Lisimaco l’impero.
   Col deliquio di Cinzia ascende altero
l’attico soglio il siculo regnante;
di Cleomene agli ostri ala volante
di Febo impenna il corridor leggiero.
   D’una donna al fuggir, cader si vede
dall’aula Antonio; et al voltar d’un sasso
Gige ammirasi alzato a regia sede.
   Non resti, o Libia, il tuo pensier mai casso:
s’han rapido così gli scettri il piede,
serbagli in premio a chi più lieve ha ’l passo.




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