Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
LXXII
Nerone commanda che si fabbrichi il suo palagio versatile a modo d’un cielo.

   S’architettino i cieli. A’ lor cristalli
dieno impure Calisti alti splendori;
s’aman canti lascivi i miei vassalli,
qui de’ cigni stellanti abbian gli onori;
   qui degli astri raggiar farò tra gli ori
chi famelico è più d’aurei metalli;
chi più di sangue ha sitibondi ardori,
qui chiamo a passeggiar dell’Orse i calli;
   chi di strazi inventor, fia che si pregi
di più strane empietà portar le palme,
qui de’ draghi celesti ottenga i fregi;
   così Nerone. Or chi goder vuol calme,
fugga i moti dell’aule. Alzano i regi
i lor cieli quaggiù per perder l’alme.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it