Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
LXVI
San Luigi, re di Francia, a’ medici che gli consigliano gli atti venerei per guarirlo dalla sua infermità.

   Farmachi da Ciprigna? Et osa ardita
purgarmi impurità, menti canute?
S’han sì lungi dal ver la via smarrita,
son già l’arti di Coo cieche, e non mute.
   Al corpo fral, per impetrar salute,
deggio all’alma immortale aprir ferite?
Sollevarmi potran le mie cadute?
Dal padre della morte avrò la vita?
   Non mai può col peccato Ebe vezzosa
destar vezzi alle gote e grazie al ciglio;
more la grazia ove il peccato ha posa.
   Abbia da questo sen Venere esiglio,
e se col sangue suo macchiò la rosa,
macchiar non pensi alla mia Gallia il giglio.




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