Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
XLIII
Per Marcello, console romano, che tenendo assediata Siracusa gli fu bruciata l’armata navale dagli specchi d’Archimede.

   Negli specchi colà, Marte quirino,
l’alte vergogne tue veggio cosparte;
le forze del tuo cor, che vanti alpino,
l’arme di molle dea in aria ha sparte.
   Scorger qui puoi l’ostil valor divino,
cui falangi di rai Febo comparte;
e sappi alfin, guerreggiator latino,
che inimico fu sempre il Sole a Marte.
   Se domar seppe il babilone insano
la man ch’ebbe gli specchi al suol dimessi,
te questi ha vinto, et ha gli specchi in mano.
   Legittima non più fia che confessi
or qui l’aquila tua Giove romano,
se l’han vinta del sole anco i riflessi.




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