Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
XXVIII
Vanti d’Elena.

   Di leggiadre eleganze in me compose
la pittrice del mondo idee più belle;
nel mio bel viso, ove schiarò due stelle,
dipinse i gigli e miniò le rose.
   Al mio riso emulai l’Albe vezzose,
a’ miei vezzi abbagliai le ciprie ancelle;
vinsi con due pupille alme rubelle,
eccitai col mio sguardo armi orgogliose.
   Per vagheggiar la mia beltà rapita,
preda lasciar del greco foco irato
Paride non curò la reggia avita.
   E per me rimirò l’orbe stellato
la gran dea della pace esser ferita,
il gran dio delle guerre esser piagato.




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