Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
XXI
Polifemo a Galatea.

   Qui dov’arde, tonando Etna bollente,
le piante a’ colli, alle campagne i fiori,
e dove in sen di sempiterni ardori
tempra i fólgori al ciel Vulcano ardente,
   sempre mi fuggi; et al mio duol possente
vesti l’anima ria d’aspri rigori,
e sembri, dura a’ gravi miei languori,
una rigida balza, un’Alpe algente.
   Odimi, o bella, e gli occhi tuoi stellanti,
che fan lucidi oltraggi a’ rai di Delo,
d’una lagrima irriga a’ miei gran pianti.
   Ove i fulmini ha Giove, Amore un telo
aver non può per saettarti? E vanti
su l’isola del foco il cor di gelo?




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