Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
XVI
Vanti d’Amore.

   Fólgore d’Amatunta, io prendo a gioco
volar di Teti entro le vie profonde,
e per mostrar l’altà virtù ch’asconde,
nella mia man l’onnipotenza è poco.
   Tra le fiaccole mie, ch’ognor provòco,
vampa a svegliar, ch’auree dolcezze infonde,
arde vittima di Gnido il dio dell’onde,
gela vittima in Cipro il dio del foco.
   Son de’ vincoli miei vanti men grandi,
se Dite avvinsi in su’ tartarei troni,
legar gli Alcidi, incatenar gli Orlandi.
   E da’ miei dardi, in laureati agoni,
impiagato sospira il dio de’ brandi,
fulminato languisce il dio de’ tuoni.




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