Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Delle sirene” [1685]
I
Quantunque attenda agli studi delle lettere, ho coraggio di combattere contra il Turco nelle presenti guerre d’Ungheria. Proemio.

   Sveglio il plettro gemmato, e d’aurei carmi
pingo in Parnaso armoniosi i fogli;
onde, d’onor per innalzarmi i sogli,
sviscera Paro ossequiosa i marmi.
   S’oste laceratrice avvien che s’armi
contro la fé tra’ getici rigogli,
contra lo Scita in bellicosi orgogli,
assembrerò qual fólgore tra l’armi.
   Ecciti il Trace insanguinata Aletto,
ch’io di Bellona esercitata all’arte
il Trace a Cristo umiliar prometto.
   A me d’Erilo i vanti il ciel comparte,
ch’un’anima non ho, ma tre, nel petto:
or mi rendono un Febo et ora un Marte.




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