Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Autori anonimi [XVII sec.]

Da un manoscritto della Biblioteca Vittorio Emanuele III di Napoli
I
[Τά καταμήνια.]

   Pallide il mio bel sol, ma pur vezzose,
porta di bel pallor le guance sparte;
ivi languian, ma in più nascosta parte
ne’ begli orti d’Amor fiorian le rose.
   Ma io, ch’in cotal mar tai sirti ascose
di trovar non credea, sciolte le sarte
e drizzato il cammin, l’ingegno e l’arte,
a solcar m’accingea l’onde amorose.
   Quand’ella: — Ah, non fia, no! — disse — ben mio,
non fia che tenti i perigliosi umori,
che causar ti potrian naufragio rio.
   So che tu il frutto de’ tuoi degni amori
da me ricerchi, e dar tel bramo anch’io,
ma cor nol puoi ne la stagion de’ fiori.




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