Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Autori anonimi [XVII sec.]

Da “Minerva al tavolino” [1681]
I
Lambico di rose.

   Le rose, che sfidâr gli astri a duello,
in carceri d’ardor penan le rose;
e perché piangan più, sfuma rubello,
ma lento, il fuoco in agonie sdegnose.
   Si sfila in acque l’ostro, e non par quello
che diede a l’Alba già grane pompose;
fanno gli occhi d’April l’essequie al bello,
così stillando in lagrime odorose.
   Che destino di Flora! avvien ch’avvampi
languendo a molti giorni, e vive ad ore,
efimera, de’ prati in brievi lampi.
   Fugace è il lume suo, lungo l’ardore;
e se visse di brine in grembo a’ campi,
a goccia a goccia distillando muore.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it