Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
XLVII
Conosciuta la perfidia della sua donna si sdegna.

   Poi ch’altro che martìr l’alma non miete
in guiderdon de la sua tanta fede,
e quella fera, che ’l mio mal non crede,
beve nel pianto mio l’onda di Lete,
   per altro calle a più sicure mète,
a fin più degno, ecco rivolgo il piede;
né altra attendo al mio languir mercede,
se non che di fuggir non mi si viete.
   Rotti i ceppi a le piante, agli occhi il velo,
so vincer quel che me già vinse Amore,
di servo sì fedel tiranno indegno.
   Arsi, or agghiaccio, e nel cor sano il gelo
non è minor del foco, anzi è maggiore;
ch’ingiusto fu l’amor, giusto è lo sdegno.




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