Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
XLVI
Si duole del buon tempo, cagion che la sua donna si parta.

   Invido ciel, che ’l mio bel sol m’involi,
mentre il tuo scopri, e perché gl’occhi ingombre
di lagrimosa pioggia, il sen tu sgombre
d’orride nubi, onde velar ti suoli.
   Che fai, ch’Austro non chiami, ond’ambo i poli
sien di nubi e d’orror cinti, e s’adombre
questa face importuna? Ahi che non ombre,
ma veggio a danno mio splender due soli.
   Né sai ch’un raggio anzi torrei di quella
luce che ’l tuo seren m’invidia e toglie,
che quanti cerchi hai tu di stelle adorni.
   Velati pure; che se ’l mio sol m’accoglie,
vedrò di mille tuoi sereni giorni
una fosca mia notte assai più bella.




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