Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
XLII
Parla della sua cruda donna alle colline di Padova.

   Che fa, ditel cortesi Euganei, quella
che del mio lungo pianto ancor si ride?
È forse ver che nel suo petto annide
l’usata asprezza e sia d’Amor rubella?
   A qual di sue bellezze anima ancella
porge il velen de le due luci infide?
Qual misero lusinga, e poscia ancide,
or sdegnosa, or soave, e sempre bella?
   Chi canta il suo bel nome, un novo Omero,
ahi, ben è cieco; e ben ha dura sorte
chi d’altrui canta; e sì viv’egli in pianto.
   Ma ben vedrà quell’empia, a cui sì fero
mostrasse il ciglio, e ch’or muti ogni canto,
sol per colui si vive a cui diè morte.




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