Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
XXIII
Gli occhi dell’amata sua donna esser il suo fato.

   Chi vuol, donna, veder s’amiche o fere
mi sien le stelle, in voi s’affisi e miri
de’ be’ vostri occhi i luminosi giri,
che son le stelle mie fatali e vere.
   E se d’aspetti rei s’arman le spere,
che son d’ira ministre e di martìri,
nulla cur’io, pur che da voi si giri
sereno il ciel de le due luci altere.
   Da lor pende il mio fato, ed è ben giusto
che quel celeste bel che splende in vui
da celeste virtù non sia diviso;
   e ch’altro è ’l ciel (se ben voi miro, e lui),
che un ampio vostro e spazioso viso?
e ’l vostro viso altro ch’un cielo angusto?




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it